Matra Bagheera

1 ottobre 2013

Proviamo ad individuare quale caratteristica potrebbe meglio individuare un’automobile “originale”…

Potrebbe essere considerata originale un’auto con tre posti e non due o quattro come tante, meglio ancora se disposti in linea.

Oppure un’auto sportiva che, in piena crisi petrolifera, grazie ad un coefficiente aerodinamico basso riesca ad avere ottime prestazioni mediante l’utilizzo di un motore di bassa cubatura che le consenta un consumo parsimonioso di carburante.

Ancora potrebbe essere un’auto con carrozzeria in vetroresina oppure con i fari a scomparsa, magari dotati di un meccanismo che consenta  la loro apertura e chiusura anche a motore spento.

Venendo all’abitacolo interno potrebbe essere originale avere la strumentazione di colore verde (come i monitor dei computer a fosfori verdi) oppure l’illuminazione dei pulsanti a fibre ottiche.

Sicuramente originale sarebbe un’auto che queste caratteristiche le avesse tutte.

Come dite? L’auto di “Ritorno al futuro” era a due soli posti e con carrozzeria in alluminio?

Infatti non stiamo parlando della DeLorean DMC12 di Marty Mc Fly ma della rivoluzionaria Matra Bagheera.

Costruita dal 1973 al 1980 questa vettura riuniva doti di abitabilità (tre posti), sfruttamento degli spazi (ampio bagagliaio), sportività (185 o 190 km/h a seconda delle versioni), economicità (motori 1.330 e 1.500 cc e cx di 0,33-0,35), eleganza (design esterno da supercar con interni in tweed o velluto) e sicurezza (freni a disco su tutte le ruote).

A conferma della bontà del progetto ne furono vendute poco meno di 48.000, di cui oltre 11.000 nel solo 1974. Anche il grande Ugo Tognazzi ne possedette una di colore giallo.



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