La confezione piramidale del latte

 

16 settembre 2013

Nel 1951 lo svedese Ruben Rausing inventò il "cartoncino per liquidi", che prese il nome dalla iniziale forma tetraedrica: Tetra Pak. La commercializzazione avvenne l'anno successivo.

Inizialmente pochi credettero che questo contenitore di carta con rivestimento plastico potesse sostituire, per i liquidi, il più economico vetro.

In Italia il modenese Danilo Severi fiutò l’affare importando il nuovo  sistema di confezionamento nel 1954, e la centrale del latte della sua città fu la prima ad utilizzarlo nel 1956.

Il tempo darà loro ragione: i costi di produzione inizialmente più alti rispetto al vetro (che poi scesero man mano che si diffondeva) venivano compensati dal minor peso (circa il 3% del contenuto), con risparmi sul trasporto.

Già alla fine degli anni settanta la forma piramidale (cd. Tetra Classic), scomoda da prendere e conservare in frigo, fu soppiantata da quella a parallelepipedo (cd. Tetra Brik), tutt’ora utilizzata.

Tuttavia è destino che i giovani subentrino agli anziani e, nel nuovo millennio, il tetra pak è stato gradualmente sostituito (almeno nei formati più grandi, da ½ litro in su) dal pet, le cui bottiglie sono più facilmente riciclabili (oltre che riutilizzabili) e consentono di vederne il contenuto.

Corsi e ricorsi storici.

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